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			<title><![CDATA[Condono 2024 o semplificazione? il Decreto "Salva Casa" è Legge]]></title>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><b class="fs20lh1-5">Sanatoria Edilizia 2024: Risolvere, Rinnovare, Rinascere.</b></div><div data-element-type="image" data-widget-type="image" editablewidget="true"></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><b><span class="cf1">Il decreto “salva casa”</span></b></b> è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 maggio ed è entrato in vigore il giorno 30. Non si tratta di un vero e proprio condono. I condoni in Italia sono stati tre:</span></div><div><ol><li><span class="fs16lh1-5">il primo condono edilizio, Legge 47 del 28 febbraio 1985, introdotta dal governo Craxi, ha permesso di regolarizzare gli abusi edilizi sino al 1° ottobre 1983. Questo condono ha rappresentato una delle più significative misure di perdono per le infrazioni edilizie;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">il secondo condono è rappresentato dalla legge 724/1993, durante il primo governo Berlusconi, per dare una nuova possibilità di amnistia edilizia alle irregolarità edilizie nel decennio successivo al primo condono;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">il più recente ed ultimo condono risale a 21 anni fa, al governo il secondo mandato di Silvio Berlusconi, Legge n.326/2003 e si applicava agli abusi realizzati entro il 31 marzo 2003. Includeva sia nuove costruzioni che ampliamenti, modifiche o cambi di destinazione d’uso realizzati senza permesso o in violazione di alcune norme urbanistiche. </span></li></ol></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">Nell’ultimo condono, in seguito della presentazione agli uffici comunali di competenza, dopo il pagamento degli oneri di urbanizzazione e costi di costruzione, <b><span class="cf1">era prevista una somma di denaro</span></b><b><span class="cf1"> </span></b><span class="cf2">come oblazione</span><span class="cf2"> </span>che variava in base alla tipologia e alla dimensione dell’abuso. Tale somma di denaro rappresentava una sorta di<b><span class="cf1"> </span></b><b><span class="cf1">“multa”</span></b><b><span class="cf1"> </span></b><b><span class="cf1">per la regolarizzazione</span></b>. Tuttavia, i requisiti del condono hanno escluso la regolarizzazione di sperequazioni edilizie in aree soggette a vincoli ambientali, storici, salvo alcune eccezioni previste dalla Legge. Gli abusi realizzati in edifici di interesse storico-artistico o in zone a rischio idrogeologico erano generalmente esclusi della sanatoria.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div data-element-type="image" data-widget-type="image" editablewidget="true"></div><div><span class="fs16lh1-5">Veniamo quindi ai giorni nostri. Il <b><span class="cf1">Decreto “salva casa”</span></b> non è un vero e proprio condono, infatti è stato chiamato più genericamente “sanatoria edilizia 2024”, anziché quarto condono edilizio e comprende:<br></span></div><div data-element-type="html"><span class="fs16lh1-5"><ins data-ad-client="ca-pub-8463757947843561" data-ad-slot="9207724802" data-ad-format="auto" data-full-width-responsive="true"></ins></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>1) </b><b> </b><b><span class="imUl"> abolizione della doppia conformità</span></b><b> </b><b>per gli interventi di manutenzione straordinaria quali</b></span></div><div><ul><li><span class="fs16lh1-5">le opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, per realizzare nuovi servizi igienici e per modificarli, sempre che non alterino la volumetria complessiva e non comportino modiche di variazioni di destinazioni d’uso urbanisticamente rilevanti;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">le opere necessarie per il<b><span class="cf1"> </span></b><b><span class="cf1">frazionamento o accorpamento</span></b> delle unità immobiliari;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">modifiche ai prospetti degli edifici che non pregiudichino il decoro dell’edificio;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">interventi alle parti strutturali dell’edificio senza modifiche della volumetria;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">gli interventi edilizi di restauro e risanamento conservativo che hanno l’obiettivo di conservare l’edificio per gli usi più moderni, purché realizzati con elementi compatibili degli elementi tipologici, formali e strutturali;</span></li><li><span class="fs16lh1-5">interventi di <b><span class="cf1">ristrutturazione edilizia</span></b>, ovvero quegli interventi volti a trasformare gli edifici, con obbiettivi di portare gli immobili ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, escludendo in ogni caso modifiche volumetriche.</span></li></ul></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">In sostanza se prima era necessario, in caso di sanatoria, che gli interventi fossero consentiti dalle norme edilizie e urbanistiche al momento dell’abuso e al momento della richiesta di sanatoria, <b><span class="cf1">adesso è sufficiente che le modifiche perpetrate all’immobile siano regolari soltanto al momento della richiesta di regolarizzazione.</span></b></span></div><div><b class="fs16lh1-5">2) &nbsp;&nbsp;Incremento delle tolleranze costruttive</b></div><div><span class="fs16lh1-5">Sono <b><span class="cf1">aumentate</span></b> le tolleranze per le difformità cosiddette “minori”, come errori di dimensionamento, lievi modifiche delle aperture in facciata, diverso posizionamento, ecc. La tolleranza, dapprima imposta ad un massimo del 2%, può essere assentita fino ad un <b><span class="cf1">massimo del 5%</span></b> per unità immobiliari sino a cento metri quadri.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div data-element-type="html"><span class="fs16lh1-5"><ins data-ad-client="ca-pub-8463757947843561" data-ad-slot="9207724802" data-ad-format="auto" data-full-width-responsive="true"></ins></span></div><div><b class="fs16lh1-5">3) &nbsp;&nbsp;Sanatoria per parziali difformità</b></div><div><span class="fs16lh1-5">Viene introdotta la possibilità di<b><span class="cf1"> </span></b><b><span class="cf1">sanare irregolarità edilizie</span></b> tramite il pagamento di una sanzione che varia tra 1.032 e 30.984, proporzionalmente all’aumento del valore venale dell’immobile. La grande novità è relativa ai tempi della definizione della sanatoria. Infatti <b><span class="cf1">l’ufficio comunale</span></b> dovrà esprimersi con provvedimento <b><span class="cf1">entro 45 giorni</span></b>, decorsi i quali la regolarizzazione si intende accolta per <b><span class="cf1">“silenzio assenso”</span></b>. Ulteriori tempi, però, sono previsti qualora gli interventi necessitino dell’autorizzazione paesaggistica: 180 giorni, previo parere vincolante della soprintendenza da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni, decorsi i quali, se i pareri non sono giunti, il dirigente o il responsabile dell’ufficio provvede autonomamente.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs16lh1-5">4) &nbsp;&nbsp;Semplificazioni per i cambi di destinazione d’uso</b></div><div><span class="fs16lh1-5">Ferme restando le categorie funzionali degli immobili: a) residenziale, a-bis) turistico ricettiva, b) produttiva e direzione, c) commerciale, il mutamento delle destinazioni d’uso delle singole unità immobiliari senza opere e all’interno della stessa categoria funzionale <b><span class="cf1">è sempre consentito</span></b>. Risultano ammessi anche i cambi di destinazione d’uso senza opere tra le predette categorie funzionali con la possibilità, però, per gli strumenti urbanistici comunali, di fissare specifiche condizioni.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs16lh1-5">5) &nbsp;&nbsp;Aumento delle opere in “edilizia libera”</b></div><div><span class="fs16lh1-5">Già nel settembre 2018 ti parlavo delle opere sugli immobili <b><span class="cf1">realizzabili senza permessi</span></b> (qui l’articolo), con il Decreto “salva casa”, sono state introdotte grandi novità. Ad oggi è possibile realizzare strutture come tende da sole, <b><span class="cf1">pergolati</span></b> e <b><span class="cf1">verande amovibili</span></b> senza la necessità di permessi, a patto che non determino un aumento di volumetria e che quindi non creino spazi chiusi e rispettino le linee architettoniche dell’edificio. In particolare</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div data-element-type="html"><span class="fs16lh1-5"><ins data-ad-client="ca-pub-8463757947843561" data-ad-slot="9207724802" data-ad-format="auto" data-full-width-responsive="true"></ins></span></div><div data-element-type="image" data-widget-type="image" editablewidget="true"></div><div><ul><li><span class="fs16lh1-5">Le <b><span class="cf1">vetrate panoramiche</span></b> amovibili (cosiddette Vepa). Possibile la loro installazione anche senza alcuna autorizzazione o permesso. Potranno essere applicate sui balconi, sulle logge o nei porticati.</span></li><li><span class="fs16lh1-5">Le opere di protezione dal sole la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, <b><span class="cf1">tende a pergola retrattili</span></b> anche di tipo impermeabile, anche mediante la realizzazione di <b><span class="cf1">strutture fisse necessarie al sostegno</span></b> e all’estensione dell’opera. Gli unici vincoli: tali realizzazioni non dovranno creare spazi stabilmente chiusi e dovranno avere caratteristiche costruttive con profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro. Inoltre le strutture dovranno armonizzarsi alle preesistenti linee architettoniche.</span></li></ul></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div data-element-type="html"><span class="fs16lh1-5"><ins data-ad-client="ca-pub-8463757947843561" data-ad-slot="9207724802" data-ad-format="auto" data-full-width-responsive="true"></ins></span></div><div><span class="fs16lh1-5">In conclusione possiamo chiaramente definire la manovra come una <b><span class="cf1">modifica strutturale del testo</span></b> unico dell’edilizia più che un vero e proprio Condono edilizio. L’obiettivo del governo è mirato a semplificare le procedure, <b><span class="cf1">ridurre i costi e stimolare il mercato immobiliare</span></b>, garantendo allo stesso tempo la regolarizzazione delle situazioni edilizie preesistenti.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">Nel frattempo, sono già in corso alcuni emendamenti della Lega che proveranno ad <b><span class="cf1">allargare le maglie</span></b> del testo legislativo, di seguito ciò che proporrà la forza parlamentare di governo:</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div data-element-type="paragraph" data-version="5"><ol><li><span class="fs16lh1-5"><span class="cf2">per dare una risposta all’esigenza di milioni di giovani, studenti, e nuove famiglie sarà proposta la</span><span class="cf2"> </span><b><span class="cf1">diminuzione delle superfici minime</span></b><span class="cf2"> </span><span class="cf2">degli appartamenti</span></span></li><li><span class="fs16lh1-5 cf2">da 28 a 20 metri quadri per gli alloggi per una persona;</span></li><li><span class="fs16lh1-5 cf2">da 38 a 28 metri quadri per gli alloggi destinati all’abitazione per due persone.</span></li><li><span class="fs16lh1-5 cf2">abbassamento dell’altezza minima per l’abitabilità</span></li><li><span class="fs16lh1-5"><span class="cf2">La proposta prevede che da 2,70 metri come ad oggi, ogni abitazione potrà avere un’altezza minima di 2,40. Su questa proposta è stato</span><span class="cf2"> </span><b><span class="cf1">già acquisito il parere favorevole</span></b><span class="cf2"> </span><span class="cf2">del Ministero della Salute;</span></span></li><li><span class="fs16lh1-5 cf2">migliorare e favorire il cambio di destinazione d’uso in residenziale dei locali al piano terra;</span></li><li><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">estensione delle Tolleranze esecutive</span></b><span class="cf2"> </span><span class="cf2">anche per gli immobili ed interventi di futura realizzazione;</span></span></li><li><span class="fs16lh1-5 cf2">ottenimento del certificato di agibilità o abitabilità a seguito del sopralluogo di un ispettore dell’asl o del comune da effettuarsi a fine lavori;</span></li><li><span class="fs16lh1-5 cf2">ulteriori semplificazioni per le parziali difformità degli immobili.</span></li></ol><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 16:22:00 GMT</pubDate>
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